ITALIA LA GRANDE BELLEZZA

Serapea viaggi ITALIA viaggio attraverso le Regioni de "La Grande Bellezza" ...dalle Alpi alla Sicilia

La Grande Bellezza ...il Bel Paese
Viaggio attraverso la gastronomia italiana, i parchi, le oasi ecologiche, navigazione fluviale, le Ville Venete, sul Mincio e sul Po: il delta del Po e le Valli di Comacchio. Passeggiate in barca ...come lago d'Iseo, cene romantiche sulla laguna di Venezia, etc..

La Bella Italia da ammirare e ...da gustare!

l'Italia a Tavola: una sinfonia di sapori, colori e i profumi dei frutti della nostra terra che sono la base della nostra gastronomia.Ricette, tour enogastronomici, i vini, i formaggi: il Parmigiano Reggiano per citarne uno, il Prosciutto di Parma, la Nduja e ...tanto altro ancora...
...l'enogastronomia, insieme alle città ricche di storia, la bellezza dei nostri paesaggi, le opere d'arte e la musica ..etc è uno dei più validi motivi per un viaggio nel "bel paese". ...I grandi vini, i formaggi. La cucina con le sue ricette dalle antiche origini mediterranee, fatte con ingredienti semplici e genuini fa dell'Italia il paradiso dei Gourmet! ... L'Arte, le città con i loro monumenti a testimonianza di antiche vestigia,  la maestosità delle Alpi che le fanno da corona,i grandi laghi, gli Appennini con i suoi borghi medievali, le coste di sabbia fine, le isole e un mare azzurro e pescoso che la circonda fanno dell'Italia Una Grande Bellezza!

VIAGGIO ATTRAVERSO LA GASTRONOMIA ITALIANA

Ci limiteremo ad illustrare solo alcuni prodotti e piatti tipici delle nostre regioni, essendo per noi impossibile elencare in questa pagina le specialità che gli 8000 e più comuni italiani vantano, per non parlare poi dei Presidi Slow Food e della così detta "cucina povera"! Quella dell'arte delle nostre nonne di conservare e riciclare le vivande, come: la scapece, le melanzane alla parmigiana, la ribollita, pizze rustiche, focacce, tielle etc.

LOMBARDIA

Prodotti Enogastronomici dell'Abruzzo
La cucina abruzzese è la tradizionale cucina dell'Abruzzo; essa è molto vasta ed è originaria dalle tradizioni sia pastorali delle zone interne montane che marinare della zona costiera; tra gli alimenti più utilizzati troviamo: il pane, la pasta, la carne, i formaggi e il vino. L'isolamento che per decenni ha caratterizzato la regione ha fatto sì che quest'ultima mantenesse un'arte culinaria viva ed indipendente.
Tra i prodotti abruzzesi che sono entrati nell'immaginario collettivo di tutto il mondo troviamo i classici confetti tipici della città di Sulmona, lo zafferano coltivato principalmente nell'altopiano di Navelli, gli arrosticini di pecora, gli spaghetti alla chitarra e il prestigioso vino Montepulciano d'Abruzzo.
Altri prodotti regionali riconosciuti ed apprezzati sono: l'Aglio rosso di Sulmona, il miele d'Abruzzo, il carciofo di Cupello, la carota del Fucino, la cicerchia, il farro , le lenticchie Di Santo Stefano Di Sessanio, il peperone dolce di Altino e Serranella, la mortadella di Campotosto, il Salsicciotto di Guilmi. Secondo un'indagine svolta da Confesercenti-Ref condotta fra i turisti stranieri che scelgono l'Italia, la migliore cucina tra le cucine regionali italiane è proprio quella abruzzese.

Prodotti Enogastronomici della Basilicata
Tra i formaggi, ottenuti attraverso la trasformazione del latte locale secondo tecniche tradizionali, spiccano il pecorino di Filiano e il canestrato di Moliterno, il caciocavallo podolico e una notevole e variegata produzione casearia.
Le aree montuose consentono di produrre e stagionare salumi tra i più tipici della tradizione meridionale: rinomati quelli di Tricarico, Cancellara e Picerno. In questi territori si sta sempre più affermando la produzione di miele di ottima qualità.
Tra i vini il più famoso e apprezzato è l'Aglianico del Vulture, prodotto DOC presente in Basilicata fin dall'VIII secolo a.C. e considerato uno dei migliori vini rossi d'Italia. Nel circondario del monte Vulture sgorgano acque minerali effervescenti naturali, in particolar modo nei pressi di Rionero e la sua frazione Monticchio. Nella zona della val d'Agri è presente la seconda produzione vinicola DOC Terre dell'Alta Val d'Agri. Altra area di produzione vinicola è il Materano che ha ottenuto il riconoscimento della DOC con la denominazione Matera DOC.
Si producono anche oli di oliva extravergini di qualità superiore tra i quali l'olio del Vulture riconosciuto DOP e quello ottenuto dall'oliva majatica di Ferrandina.
Grande pregio hanno le produzioni orticole fra cui il fagiolo di Sarconi IGP, il peperone di Senise IGP, la melanzana rossa di Rotonda DOP e la Patata rossa di Terranova del Pollino PAT. Fragole, uva da tavola, pesche e albicocche vengono coltivate nelle pianure costiere, le pomacee nelle valli che degradano al mare. I frutti di bosco e le castagne caratterizzano le aree interne che ascendono ai monti. La tradizione artigianale delle genti contadine ha tramandato tecniche di trasformazione e conservazione degli ortofrutticoli sott'olio extravergine di oliva.
La lavorazione artigianale della pasta produce forme originali dal grano duro locale. Tra i prodotti da forno risalta il pane di Matera, che ha ottenuto il riconoscimento della IGP.

Prodotti Enogastronomici della Calabria
La cucina calabrese è strettamente collegata alla vita religiosa e spirituale e comporta regole e abitudini spesso legate alle ricorrenze che risalgono ai tempi antichi, essendo il risultato di migliaia di anni. Oggi le abitudini non sono così rigide, ma mantengono molte delle antiche usanze e di storia, dalla Magna Grecia all'Unità d'Italia.
Per esempio a Natale e all'Epifania era usanza mettere in tavola tredici portate, mentre a Carnevale si mangiano maccheroni, polpette e carne di maiale. La Pasqua si festeggia con l'arrosto d'agnello, i cuddruriaddri e i pani spirituali e così per le altre feste.
Rivestono molta importanza i cibi conservati, come le acciughe sotto sale, dissalate e messe sotto olio col peperoncino, gli insaccati di maiale (come la 'nduja e la soppressata calabrese), i formaggi, le verdure sottolio e i pomodori seccati, che consentivano di sopravvivere nei periodi di carestia, oltre che ai lunghi periodi d'assedio dei pirati turchi.
Oggi nelle aree coltivate si raccolgono ottimi prodotti agricoli, sulle montagne si producono molti formaggi e sono in crescita la viticoltura e la produzione di olive. Le ricette calabresi fanno molto uso di verdure, di cui il territorio è fertile: melanzane soprattutto e poi pomodori, peperoni, cipolle rosse e fave. Un ruolo centrale nella cucina calabrese è occupato dal pane, curato nella preparazione e negli ingredienti (importante il grano duro), e dalle paste tradizionalmente fatte in casa; diffuso è anche l' utilizzo di peperoncini, più o meno piccanti, in special modo in sughi e portate principali.

Prodotti Enogastronomici della Campania
La cucina campana è, come tutte le cucine regionali, vincolata ai prodotti e al clima del luogo, e risente fortemente delle origini greche della popolazione, quanto ad abitudini, linguaggio ed -ovviamente- alimentazione.
Vi sono tuttavia delle differenze tra le preparazioni culinarie delle singole province. Ad esempio, i legumi (che pure sono noti in tutto il territorio), nella cucina dell'avellinese sono serviti come primi piatti ma anche come contorno e come piatto unico, mentre nel napoletano (zona più legata a tradizioni marinare) fanno parte di originali ricette come quella dei fagioli con le cozze
Simbolo di questa cucina è senza dubbio la pizza margherita, preparata con pomodoro, mozzarella e basilico in onore del tricolore e della regina Margherita di Savoia in visita a Napoli. Ferdinando IV di Napoli faceva cuocere le pizze nei forni di Capodimonte, gli stessi nei quali nascevano le famose ceramiche, per servirla nei suoi banchetti. Molto diffuso è anche il consumo del calzone fritto, una variante napoletana del tipico calzone pugliese, con ripieno di ricotta, salame, sugo di pomodoro, pepe, mozzarella o provola, ciccioli (gli stessi usati per la polenta).
Napoli inoltre rivaleggia con la Cina per l'invenzione degli spaghetti. La pasta in origine veniva cotta lungo la strada in grossi pentoloni sempre pieni d'acqua bollente e cosparsi con abbondante parmigiano, consumati con le mani.

Prodotti Enogastronomici dell'Emilia Romagna
...una regione due mondi diversi in cucina! ...da Wikipedia, l'enciclopedia libera:
Tra l'Emilia delle Legazioni e quella dei Ducati, in particolare, la divergenza dei percorsi storici ha prodotto conseguenze avvertibili anche in campo alimentare e gastronomico. Ma mentre tra la cucina romagnola, inglobata per quasi quattrocento anni nello Stato Pontificio, e quella dell'Emilia i contrasti prevalgono sulle affinità, le cucine delle diverse città emiliane compongono un quadro che, pur molto variegato, presenta tuttavia significativi tratti comuni. Fanno in parte eccezione la cucina di Piacenza, sensibilmente influenzata da quella lombarda e ligure, e quella di Ferrara che, per la sua posizione eccentrica, ha sviluppato - e conservato - tratti assolutamente peculiari.
Proprio perché governata da potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati, l'Emilia ha grandi tradizioni gastronomiche. Per tutta l'età rinascimentale e barocca dominano due «scuole» gastronomiche: quella romana della corte papale e, per l'appunto, quella emiliana. A Ferrara operano Giovan Battista Rossetti e Cristoforo di Messisbugo; a Parma, a quanto sembra, serve Vincenzo Cervio; a Bologna prestano la loro opera Giulio Cesare Tirelli e Bartolomeo Stefani. È verosimilmente dalla tradizione cinque-seicentesca che la cucina emiliana eredita quei caratteri di opulenza e prodigalità per cui Bologna (e con lei l'intera regione) è chiamata «la Grassa».

Prodotti Enogastronomici del Friuli Venezia Giulia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La cucina friulana, insieme alla cucina triestina e giuliana rappresenta l'offerta enogastronomica della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.
Essa risente della morfologia della regione che va dal mare ai monti, della diversità delle culture e delle popolazioni che l'hanno abitata contribuendo in maniera sostanziale ad una differenziazione delle tradizioni culinarie.
Dal punto di vista economico, i principali distretti alimentari nel secondo decennio del 2000 sono quelli del settore vitivinicolo e quello del Prosciutto di San Daniele.
È una cucina prevalentemente di terra, con incursioni nella cucina di mare sulla costa adriatica, e anche qualche peculiarità, come ad esempio il boreto alla graisana, (zuppa di Grado), una zuppa di pesce senza pomodoro e con prevalenza del rombo. L'assenza del pomodoro e un'abbondanza di pepe di questa ricetta ne datano le origini all'alto medioevo, precedente all'introduzione in Europa del pomodoro, oltre che suggerire l'importanza dei traffici della vicina Aquileia nell'abbondanza dell'uso del pepe.
Molti sono gli incroci della cucina friulana con la cucina carnica, alla quale bisogna attribuire i cjarsons, il frico e l'utilizzo delle erbe. Molto importante la polenta di farina di granturco bianca o gialla. Recentemente la polenta viene proposta con farine miste, anche di grano saraceno, e granulosità e densità variabili. La prevalenza della farina di mais nella preparazione della polenta rispetto ad altri cereali è dovuta alla maggiore produttività del mais rispetto agli altri cereali. La stessa parola friulana "blave" indicava inizialmente tutte le granaglie, per poi indicare esclusivamente il mais per la prevalenza di questa pianta nell'alimentazione.
Molto rilevanti i vini friulani, bianchi e rossi, e piuttosto importante e caratteristica la tradizione dei distillati, fra i quali la grappa friulana.

Prodotti Enogastronomici del Lazio
La cucina laziale è rappresentata in gran parte da quella romana, nella quale ci sono apporti di zone confinanti. La cucina laziale ha un’importante caratteristica: l'estrazione popolare. A Roma la cucina è di osterie, ricette fatte con cibi poveri.
La cucina del Lazio è di tradizione popolare e contadina, basata su sapori forti e sapidi tipici del centro Italia appenninico, con largo uso del cosìdetto quinto quarto, cioè testina, interiora, zampette, etc. Grande peso ha la personalità culinaria di Roma, fusa ad influenze più propriamente mediterranee, meridionali e toscane, e finanche alla gastronomia ebraica e kosher, grazie alla presenza del ghetto di Roma, il più antico di Roma.
Alcuni Piatti Tipici del Lazio
Primi: Bucatini all'Amatriciana, Gnocchi alla Romana (di semolino), Minestra della Tuscia, Stracciatella, Penne all'Arrabbiata, Spaghetti alla Puttanesca, Spaghetti alla Grigia, Spaghetti alla Carbonara, Linguine con polpette di alici, paste fresche fatte in casa.
Secondi: Trippa alla Romana, Carciofi alla Giudea, Carciofi alla Romana, Fagioli con le Cotiche, Coda alla Vaccinara, Porchetta di Ariccia, abbacchio alla Cacciatora, abbacchio a scottadito, coratella, Saltimbocca alla Romana,Tiella Gaetana, Broccoletti e Parnocchie (Gaeta), Gelatina di Maiale "Leatina", Scottadito, Zuppa di pesce Gaetana, Spezzatino di Bufalina, Pollo alla cesaretto, Acqua Pazza, panzanelle.

Prodotti Enogastronomici della Liguria
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La cucina ligure è costituita dai piatti della tradizione culinaria della regione della Liguria, che comprende preparazioni, tecniche e ingredienti legati sia alla produzione locale (come il preboggion, miscuglio di erbe selvatiche), sia alle importazioni provenienti da zone con cui nei secoli, i liguri hanno avuto frequenti contatti (come il pecorino sardo, uno degli ingredienti del pesto).Per storia, radici ed elementi che la compongono si può dire che quella ligure sia la vera cucina mediterranea.
Una cucina povera, propria delle genti di campagna, dei montanari e dei naviganti, fatta di alimenti semplici, comuni ed economici, che è tuttavia diventata costosa, ricercata e piena dei fasti antichi.
Volendo riassumere si può affermare che la gastronomia della Liguria si contraddistingua per sei grandi elementi:
le erbe selvatiche spontanee (maggiorana, salvia, rosmarino, alloro, timo, ecc.), le primizie dell'orto di casa e del bosco (basilico di Prà, pomodori "cuore di bue", zucchine trombette, cipolle, patate quarantine genovesi, melanzane, asparagi e carciofi, funghi, tartufi della Val Bormida, ecc.), l'olio di oliva della Riviera Ligure, i prodotti farinacei e da forno quali focacce, farinate, torte salate, la vasta gamma di paste secche e fresche, il pescato del mar Ligure e la selvaggina dell'appennino
Fondamentale nella cucina ligure è poi la conservazione degli alimenti e dunque l’uso delle arbanelle, riempite ad esempio con funghi sott’olio, marmellate, miele, acciughe sotto sale, prodotti in salamoia, e intingoli tra i più disparati.
La bandiera di questa cucina è senza dubbio il pesto di basilico.

Prodotti Enogastronomici della Lombardia
I prodotti enogastronomici ( da Wikipedia) dell'area lombarda spaziano dai più classici e noti in tutta Italia come la bresaola della Valtellina, il salame Milano, i formaggi Grana Padano, Gorgonzola e la Crescenza, fino ad arrivare ai noti vini tra cui il Franciacorta ed i rossi della Valtellina, passando per le decine di prodotti sconosciuti al di fuori dei confini non solo della regione ma dell'area o del comune di produzione.
La Cucina
La cucina rispecchia ancor oggi le sue origini rurali, quando la Lombardia era ancora molto legata all'agricoltura. Piatto simbolo della Lombardia, nelle sue innumerevoli declinazioni, è il risotto, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo e annoverato fra i simboli della cucina italiana. Da non dimenticare la classica cotoletta alla milanese, le varie versioni della polenta, la selvaggina, i salumi, i brodi e le zuppe, così come il panettone, la mostarda, la colomba pasquale e il torrone. La grande diffusione di molti di questi prodotti li ha resi tipici della cultura enogastronomica italiana oltre che di quella lombarda.
Le specialità più note: Rosotto allo Zafferano, Cotoletta alla Milanese, Ossobuco; la Cassoeùla, i casoncelli, la Zuppa alla Pavese, Tortelli di zucca, i Pizzoccheri

Prodotti Enogastronomici delle Marche
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La cucina marchigiana può essere considerata una confederazione di cucine delle Marche.
Antipasti
L'antipasto tipico della regione è freddo e si può comporre di un'ampia varietà di salumi e formaggi locali come il salame di Fabriano, i salamini alla cacciatora, il prosciutto, il ciauscolo, la lonza, il lonzino, il prosciutto di Carpegna, il ciarimbolo, la coppa marchigiana, il mazzafegato, la galantina, il migliaccio, il salame di pecora, il prosciutto aromatizzato del Montefeltro, il salame soppressato lardellato e di Frattula, la salsiccia di fegato, il casecc, il formaggio di fossa, il pecorino in botte, il raviggiolo e la casciotta d'Urbino).
Primi
Sovrano dei primi piatti maceratesi ed anconitani è il «Vincisgrassi», capostipiti di tutte le lasagne al forno della penisola; se si vuole far risalire il nome a una storpiatura di quello del generale austriaco Windisch-Graetz, che combatté contro Napoleone: è però un fatto che il piatto è già presente nel citato ricettario del Nebbia (ricettario), dov'è chiamato «princisgras». Assai meno opulente sono le altre minestre tradizionali dell'anconetano e dell'ascolano: i quadrucci con le patate (o con le fave, o con fagioli e cotiche), le «pecianelle» di Sassoferrato (grossi spaghetti lievitati conditi col pomodoro), i «frescarelli» (grumi di farina cotti nell'acqua e conditi con aglio e pecorino). La «bruschetta» e la «panzanella» sono piatti a base di pane diffusi nelle Marche come anche in Toscana, in Umbria e nel Lazio. Da ricordare anche i passatelli, pasta artigianale originaria del pesarese solitamente serviti in brodo. Nel fermano sono prodotti i "maccheroncini di Campofilone" da condirsi a piacere.

Prodotti Enogastronomici del Molise
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Cucina :Quella molisana è una cucina molto varia.
Tra i prodotti più importanti vi sono le varietà di olio extravergine dal sapore soave consumato anche crudo su insalate e crostini. L'eccellente fattura del prodotto ha fatto guadagnare all'olio molisano, nel 2003, il riconoscimento DOP. Conosciuto fin dall'antichità l'olio di Venafro (IS), detto "Aurina" per il suo caratteristico colore, citato da Licinio, Orazio, Plinio e altri poeti dell'epoca romana. Sempre a proposito dell'olio d'oliva, molti paesi fanno parte dell'associazione "Città dell'olio", con sede a Larino (CB).
Il pane molisano conserva la sua antica manifattura produttiva e viene prodotto ancora in alcuni panifici con le patate (che, in molisano si chiamano tapane o patane) e la sofficità che lo contraddistinguono. Famoso è il pane di Venafro (IS), così come la sua produzione di taralli all'oio di oliva].
Notevole è il settore produttivo della pasta. Questo vede come punta il pastificio La Molisana di Campobasso attivo dal 1912, rilanciato nel 2011 dopo un periodo di crisi, ma da citare sono il Colavita, sempre del capoluogo, e un certo numero di piccoli pastifici artigianali. Un tipo di pasta fresca tipica sono i cavatelli. Altrettanto conosciuti sono i fusilli, preparati con lo stesso impasto, ma realizzati con un "fuso" da cui il nome. Dall'impasto vengono staccati dei dadini di pasta, avvolti intorno al fuso e poi sfilati.
Grande importanza è data alla produzione di latticini e di formaggi: il caciocavallo di Agnone (IS) e quelli di Vastogirardi (IS) e di Frosolone (IS), le mozzarelle di Bojano (CB), e le mozzarelle di bufala che in Molise sono prodotte solo nella zona di Venafro (IS).
Per ciò che riguarda i salumi, nel Molise vengono prodotti da alcuni insaccati, come la soppressata , il capocollo o capicollo , la salsiccia , famosa perché ha come ingrediente il finocchietto selvatico, la ventricina, famosa quella di Montenero di Bisaccia (CB), sulla quale da tempo è in atto una disputa con l'Abruzzo per la paternità del salume, e la signora di Conca Casale (IS).

Prodotti Enogastronomici del Piemonte
Il Piemonte oltre ad avere molti prodotti enogastronomici caratteristici è anche una delle regioni più ricche di prodotti tipici con riconoscimenti DOP e IGP ottenuti dall'Unione Europea.
La cucina piemontese è ricca di ricette elaborate con prodotti eccezionali come il tartufo bianco di Alba, i formaggi e i grandi vini che spesso vengono usati anche per cuocere le carni: come il brasato al Barolo.
Tra i primi piatti: Tajarin (Tagliatelle), Agnolotti, Ravioli del Plin, Risotti: tra i quaili: la Paniscia (con fagioli) Riso in cagnone (al formaggio fuso). Gnochhi del Verbano, Gnocchi all'Ossolana, Sciughet, Cirighet etc.
Come non citare la Bagna cauda o i famosissimi Grissini.
Tra i secondi piatti: Frittura mista piemontese, Bollito Misto, Arrosto alla Cavour, Brasato al Barolo, Lepre in civet (con Barbera), Lumache al Barbera, Lumache di Cherasco, Pollo alla Marengo, Tapulo Tinca dorata ..etc
Salumi: Salame di Cuneo, Salamini alla cacciatora, Salami di cavallo o d'oca, Bresaola Ossolana, Doja (salsiccia), Mortadella di fegato, Meiron'd crava (capra in salamoia), Testa in cassetta.
Formaggi: Bra, Castelmagno, Gorgonzola, Grana Padano, Murazzano, Raschera, Taleggio, Toma, Robiola di Roccaverano.
Tra i dolci più noti: il bonet, i Canestrelli, I Baci di Dama, torta di nocciole, Amaretti di Mombaruzzo
Tra i Vini: Alta Langa spumante, Arneis, Barbera, Barbaresco, Brachetto, Gattinara, Moscato d'Asti, Boca, Bonarda, Bramaterra, Canavese,
Chardonnay, Colli tortonesi, Cortese, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia, Nebbiolo ...etc.

Prodotti Enogastronomici della Puglia
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La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.
Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo.
Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.
Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

Prodotti Enogastronomici della Sardegna
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La cucina sarda, ovvero la cucina tipica dell'isola della Sardegna, è variegata, caratterizzata dall'insularità e dalla cultura agropastorale, arricchita nella storia attraverso apporti e contaminazioni da contatti e scambi fra diverse culture mediterranee. Varia e diversificata, spazia dalle carni arrostite, al pane, i formaggi, i vini, a piatti di mare e di terra, sia di derivazione contadina che pastorale, di cacciagione, di pesca e di raccolta di erbe spontanee.
Cucina marinara
A Cagliari i piatti tipici sono la Fregula cun cocciula (fregula con le vongole); le Còcciula e cozzas a schiscionera (vongole e cozze cucinate in tegame), e poi la Burrida a sa casteddaia, un piatto a base di gattucio marino, aceto e noci), la Cassòla, una zuppa di vari pesci, crostacei e molluschi; l'Aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana); seguono gli spaghetti con vongole e bottarga e gli Spaghittus cun arrizzonis ossia spaghetti ai ricci di mare serviti anche in varianti con carciofi o con asparagi selvatici).
Nelle coste sulcitane si trovano alcune delle più antiche tonnare del Mediterraneo. La cucina risente dei forti influssi genovesi ed è fortemente basata sulla pesca del tonno rosso e sui prodotti collegati a tale pesca, come la bottarga, il cuore di tonno, il Musciame, la Buzzonaglia, il Lattume senza dimenticare il Cascà, un cuscus di semola con sole verdure, di origine tabarchina.
Nella cucina tipica dell'oristanese e negli stagni di Cabras, ma anche a Bosa, sono molto apprezzate le anguille. Gli stagni sono ricchi di pesce e dalle uova di questi si produce la bottarga di muggine (uova di cefalo essiccate sotto sale) che può essere consumata in sottili strisce condita con olio, oltre che grattugiata sulla pasta. Altro prodotto caratteristico è Sa Merca, costituita da tranci di muggine bollito e salato, avvolti in una sacca di erba palustre, la zibba (Ital. Obione), utilizzata a scopo di conservazione. Si può inoltre gustare una variante della Burrida (gattucio), ma anche muggini arrosto e anguille allo spiedo e poi spigole, dentici e orate.
Ad Alghero le aragoste sono molto pregiate e sono preparate alla maniera catalana ossia bollita con pomodori, sedano e cipolla e accompagnata con una salsa ottenuta dalla testa con aggiunta di succo di limone, olio d'oliva, sale e pepe. Anche la razza in agliata è una specialità algherese e si prepara lessandola e ricoprendola di sugo di pomodoro, aceto, aglio e prezzemolo.
Verso Santa Teresa e l'arcipelago della Maddalena, le insalate di polpo sono una tipica specialità, mentre ad Olbia lo sono i piatti a base cozze, vongole veraci e arselle. Molto singolari e per molti una vera leccornia, sia nel nord che nel sud dell'Isola sono le Orziadas o Bultigghjata ossia gli anemoni di mare infarinati e fritti.
Cucina pastorale e contadina
Si basa su ingredienti molto semplici ed è molto varia: cambia da zona a zona, non solo nel nome delle pietanze, ma anche negli ingredienti. La semola di grano duro (Trigu saldu) sarda produce un tipo di pasta di alta qualità che si presta ad essere lavorata nelle forme più svariate. Benedetto Croce nelle note ad una sua traduzione in lingua italiana di un testo napoletano del 1600, il Pentamerone, spiega come a quei tempi nella Campania e particolarmente a Napoli la pasta venisse chiamata pasta di Cagliari, a conferma che la qualità delle farine sarde era già da lungo tempo conosciuta ed apprezzata.

Prodotti Enogastronomici della Sicilia
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La cucina siciliana è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Sicilia fin dall'antichità ed è strettamente collegata alle vicende storiche, culturali e religiose dell'isola. Già dai tempi dell'Antica Grecia in Sicilia si andava sviluppando uno stile ben preciso di abitudini culinarie che col passare dei secoli si è arricchito di nuovi sapori e di nuove pietanze, seguendo le vicissitudini storiche dell'isola mediterranea.
Complessa ed articolata, la cucina siciliana è sovente ritenuta la più ricca di specialità e la più scenografica d'Italia. Alcuni dei cibi più noti, diffusi non solo a livello regionale ma addirittura mondiale, sono la cassata siciliana, il cannolo siciliano, la granita e gli arancini. Grazie al suo clima mite, l'isola è ricca di spezie e piante aromatiche; origano, menta, rosmarino, fanno quotidianamente parte dei condimeti siculi. Il terreno fertile produce arance e limoni in grande quantità, al punto tale che la Sicilia è spesso soprannominata la terra dei limoni o la terra delle arance. Mandorle, ficodindia, pistacchio e olive sono gli altri suoi simboli culinari nei quali eccelle.
Nonostante nell'insieme il carattere alimentare di tale cucina risulti unificato, una sua caratterista è quella di avere per ciascun territorio, se pur di ridotto perimetro o di vicinanza ad un altro territorio, delle pietanze culinarie circoscritte a quella determinata area, per cui la stessa ricetta diventa quasi introvabile spostandosi in un'altra zona dell'isola. Nella maggior parte dei casi si tratta di varianti della stessa ricetta regionale, ma in alcuni casi questi cibi, come ad esempio le panelle palermitane o i muccunetti di Mazara del Vallo, hanno una preparazione e una commercializzazione rilevata solo nella loro zona di origine. Tale caratteristica alimentare ha portato spesso ad una divisione culinaria tra "Sicilia occidentale", "Sicilia centrale" e "Sicilia orientale".

Prodotti Enogastronomici della Toscana
La cucina toscana ( da Wikipedia) è costituita, principalmente, di piatti e dolci tradizionali che mantengono inalterata la loro preparazione da molti anni.
La cucina toscana ( da Wikipedia) è costituita, principalmente, di piatti e dolci tradizionali che mantengono inalterata la loro preparazione da molti anni. Il primo prodotto caratteristico è il pane toscano, caratterizzato dalla mancanza di sale.
In Toscana, la sacralità del pane, ovvero l'importanza di non buttarlo via ma di utilizzarlo anche quando è raffermo, è testimoniata da una lunga serie di antiche ricette ancora molto diffuse: la panzanella, la panata, la ribollita, l'acquacotta, la pappa al pomodoro, la fettunta, la zuppa di verdura, la farinata o la minestra di cavolo nero.
Altra caratteristica della tradizione culinaria toscana per eccellenza è l'uso di carni bianche ( tra le rosse regna sovrana la Bistecca alla fiorentina e la Tagliata) e di selvaggina. I prodotti dell'aia del podere, dove pascolano liberamente polli, tacchini, oche, faraone e piccioni insieme coi conigli e con la selvaggina come la lepre ed il cinghiale, il fagiano e l'istrice costituiscono da sempre il menu delle grandi feste. Il maiale anch'esso è molto usato, basti pensare al famoso salame toscano, al prosciutto conservato sotto sale, alle salsicce ed ai prodotti particolari come il buristo anch'esso frutto dell'ingegnosità della povera gente.
Alcune ricette di piatti tipici della tradizione toscana:
Cacciucco, alla livornese, Bistecca alla fiorentina, Caldaro dell'Argentario, frittata con gli zoccoli, Schiacciata (pane) unta, Covaccino, Picchiante, Ribollita, Pappa al pomodoro, Zuppa di pane, Farinata di cavolo nero, Rosticciana, Manafregoli, Sedani ripieni alla pratese, Acquacotta, Ciaffagnone, Fo'accia con la cecìna, Testarolo, piatto tipico fosdinovese, pontremolese e lunigianese, Sgabeo, piatto tipico lunigianese (influenza spezzina), Tigella, piatto tipico lunigianese (influenza emiliana), Torta d'erbi, piatto tipico pontremolese e lunigianese, Mescciüa, piatto tipico lunigianese (influenza spezzina), Taiàrin e còi (tagliarini e cavoli), piatto tipico lunigianese, Pasta alla contadina, piatto tipico lunigianese, Focaccetta, Panigaccio.Bistecca di Chianina e Maremmana, Trippa e lampredotto tipici di Firenze, La Finocchiona e prosciutto e salumi di Cinta Senese.
La cacciagione è molto diffusa nella cucina toscana e viene utilizzata nella preparazione di ricette di primi e secondi piatti. Tra le carni più apprezzate sono da segnalare il cinghiale, la lepre, il daino, il capriolo e il fagiano.
I piatti a base di cinghiale più noti sono le pappardelle al cinghiale, le bistecche, lo spezzatino alla cacciatora (in umido con pomodoro e peperoncino) e in dolceforte (con cioccolato fondente), oltre al prosciutto e ai vari tipi di salumi.
Lepre, daino e capriolo vengono usati, sia per la preparazione di ragù per primi piatti che per spezzatini.

Prodotti Enogastronomici in Trentino Alto Adige
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Esistono tre elementi principali che distinguono la cucina trentina: lo speck, i prodotti caseari e le mele.
Cucina: alcuni prodotti e piatti tra i più noti del Trentino Alto Adige: Birra, Krapfen, Pane Nero e i Bretzen, Würstel, Canederli, Crauti, Ciuìghe del Banale, Grostoi, Formaggio Casolet, Formaggio Puzzone di Moena, Minestra di trippe Mosa, Smacafam, Straboi o Strauben, Strudel, Tonco de pontesel, Torta di patate, Zelten.
Molti piatti, come i canederli o (Knödel), lo strudel e lo speck e tanti altri, hanno origine austriaca e si sono diffusi prevalentemente attraverso l'Alto Adige ma sono diffusamente presenti anche in Trentino perciò alcune voci sono in comune (con nomi diversi) con la cucina altoatesina.

Prodotti Enogastronomici dell'Umbria
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La tradizione è alla base della cucina umbra, con piatti non sempre poveri o popolari. Poco influenzata dalle regioni vicine, si basa essenzialmente sulla carne e sui prodotti della terra, che vengono usati sia nelle grandi occasioni sia nel pasto quotidiano. È una cucina semplice, con lavorazioni in genere non troppo elaborate, che esaltano i sapori delle materie prime.Le radici della cucina umbra affondano nella civiltà degli Umbri e dei Romani con frequente uso di legumi e ceriali. La tipologia può essere divisa in tre grandi aree che, grossomodo, corrispondono a quella culturale in cui si divide la regione. Tipica è la lavorazione del maiale e la produzione di salumi, in particolare nella zona di Norcia, da cui il termine italiano "norcino" per indicare il produttore ed il venditore di salumi.Altri ingredienti "nobili" che ricorrono nei sapori umbri sono il tartufo e l'olio extravergine di oliva : di quest'ultimo la cucina umbra non può fare a meno.
Pane (sciapo) - il pane umbro (assieme al toscano e al marchigiano) è tradizionalmente sciapo, ossia nell'impasto non si usa sale.
La tradizione vuole che questa usanza alimentare risalga alla preparazione del pane nell'ambito della mezzadria umbra, con i contadini che lo autoproducevano per il proprio sostentamento. In seguito, con la cosiddetta Guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1540 per l'uso di questo condimento su tutto il territorio pontificio, l'usanza sarebbe diventata estesa e permanente. Molto noto è il pane cotto a legna di Strettura (Terni) e il Pane di Terni.

Prodotti Enogastronomici della Valle d'Aosta
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La cucina valdostana è l'insieme di ricette tipiche della Valle d'Aosta.
Paragonata al resto d'Italia, si evidenzia l'assenza del frumento, che ha portato al pane di segale.
Un altro elemento che scarseggia nei piatti tradizionali è l'olio, sostituito da burro ed altri grassi sia di origine vegetale che animale. Vivendo di prodotti locali e limitando gli scambi con l'esterno al minimo, si può definire la tradizione culinaria della Valle d'Aosta come l'unica cucina locale che si distacca fortemente dalla tradizione delle altre cucine regionali italiane, mostrando invece grandi affinità con le regioni transalpine limitrofe (la Savoia, l'Alta Savoia e il Vallese).
I prodotti locali sono essenzialmente cereali di montagna, prodotti caseari bovini e caprini, carni e derivati di bovini, suini e di camoscio. Oltre ai Prodotti agroalimentari tradizionali locali, gli ingredienti principali sono rappresentati da verdura (rape, porri, cipolla), patate, castagne, mele e pere.
La presenza del riso è localizzata nella zona dell'alta val di Cogne e si deve all'origine piemontese degli abitanti.
Alcuni prodotti, piatti e bevande hanno superato i confini regionali, tipici il formaggio DOP Fontina, la Fonduta e la Polenta concia, oltre alla vasta gamma di vini DOC.
Un marchio denominato Saveurs du Val d'Aoste è stato creato per la salvaguardia dei prodotti tradizionali a livello locale.

Prodotti Enogastronomici del Veneto
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La presenza di zone umide molto importanti, quali il Delta del Po, e la presenza di numerosi fiumi e corsi d'acqua hanno permesso la coltivazione di moltissime specie vegetali. Inoltre, la varietà di terreni e di altitudini, hanno reso possibile la diversificazione delle colture.
Alcune delle produzioni tradizionali regionali:
Radicchio Rosso di Treviso e di Castelfranco, Asparago Bianco di Bassano del Grappa, Cimadolmo e Badoere, Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, Ciliegia di Cazzano di Tramigna, Ciliegia di Marostica, Brodo di giuggiole di Arquà Petrarca, Olio extravergine d'oliva Garda, Riso Vialone Nano Veronese, Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, Sopressa di Valli o Vicentina, Formaggio Asiago, Formaggio Piave, Formaggio Brenta, Formaggio Bastardo, prodotto sul Monte Grappa, Formaggio delle malghe del Monte Cesen, Mais Marano, Formaggio Monte Veronese, Melone del Delta polesano, Riso del Delta del Po, Anguilla del Delta del Po, Vongola verace del Polesine, Cozza di Scardovari, Moscardino di Caorle, Canestrello bianco di Caorle.

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